Gola Uina

Da Slingia al rifugio Sesvenna alla romantica e selvaggia gola dei contrabbandieri con discesa fino a Sur En in Engadina Bassa

Dal rifugio verso nord seguiamo le indicazioni per la gola Uina percorrendo il pianeggiante sentiero n. 18 che dal rifugio in poco meno di mezz’ora ci porta al Passo di Slingia 2311m, il confine di stato fra Italia e Svizzera, anche se qui non troviamo né il tradizionale chiosco con la cioccolata svizzera né una gendarmeria (ciononostante si consiglia di avere con sé un documento di riconoscimento). Una croce, un cippo di confine e un muro a forma di imbuto che in estate serve per contare e “sdoganare” le mucche, sono gli unici segni di questo incustodito valico alpino. Da oltre 400 anni qui, sul territorio svizzero i contadini di Malles portano al pascolo il loro bestiame poiché gli Svizzeri non riescono ad arrivarci per la stretta gola rocciosa di Uina. Il Passo di Slingia costituisce anche il naturale spartiacque dove possiamo osservare il destino dell’acqua: da una parte va verso l’Adige e l’Adriatico, dall’altra finisce nell’Inn e nel Mar Nero. Sulla sinistra c’è una delle più grandi torbiere alpine dell’Alto Adige.  Dal Passo di Slingia il sentiero scende verso il “Gross Lager / Sursass” a circa 2150m dove intravediamo un evidente masso in prossimità del quale parte il sentiero che sale in direzione dei laghetti da Rims e del rifugio Lischana. Ormai qui siamo in vicinissimi alla Gola Uina. La valle si chiude fra le rocce e già ci troviamo sul sentierino scavato nella roccia di una parete alta 800 metri, all’ombra, imponente e impressionante che a prima vista incute paura e vertigini, il tutto accompagnato dal roboante frastuono del torrente in fondo al dirupo. Il sentiero provvisto di un cavo d’acciaio dove potersi tenere, abbastanza largo, tanto è vero che ci passano anche con le biciclette, e, una volta superati i primi attimi di disorientamento e paura, si prosegue senza problemi in direzione del chiaro dell’apertura della gola sul versante svizzero. Passiamo ancora per due brevi gallerie ed è fatta: davanti a noi si schiude la lucente e selvaggia Val d’Uina, una valle laterale nell’Engadina Bassa, dove in lontananza sentiamo già i campanacci delle mucche che pascolano sui prati in fiore nei pressi del maso Uina Dadaint ai piedi dell’imponente Piz S-chalambert. Dalla fine della gola in ca. 30 minuti arriviamo al maso, e già assaporiamo il tipico ambiente dell’Engadina. Qui volendo possiamo anche ristorarci con dei prodotti fatti in casa (formaggio, yogurt). Proseguiamo dunque su una stradina carreggiabile a tratti all’ombra di una rada boscaglia. Poco prima del secondo maso della valle, che per rimane un po’ fuori mano, passiamo il ponte sul versante sinistro e proseguiamo per un percorso a tratti monotono in direzione dell’uscita della valle delimitata da nuove rocce. Questa volta però non è più il sentierino della Gola Uina, e superata questa gola, si apre la larga valle dell’Engadina Bassa e poco dopo arriviamo a Sur En, un grumo di case sulle rive dell’Inn.

Tempi di percorrenza: Slingia – Sur-En 6 – 7 ore
Singoli tratti:

  • Slingia – rifugio Sesvenna 1,5 – 2 ore
  • Rifugio Sesvenna – Passo di Slingia 30 min.
  • Passo di Slingia – Gola Uina 30-40 min.
  • Gola Uina – Uina Dadaint  30 – 45 min.
  • Uina Dadaint – Sur En  2,5 ore

Orari di apertura

10 febbraio - 22 aprile 2019
09 giugno - 20 ottobre 2019

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